Dott. Gianfranco Gozzi


Il Sistema Multifix: Considerazioni

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Il sistema Multifix si è rivelato nella nostra esperienza un valido mezzo di sintesi in molte fratture delle ossa lunghe.
L’applicazione del sistema richiede di tenere  in buona considerazione i punti fondamentali della metodica:

- studio preliminare radiografico della lesione scheletrica;
- scelta del numero appropriato dei mezzi di sintesi, della loro lunghezza e calibro in relazione alla sede, corporatura, età del paziente;
- riduzione preliminare della frattura, la più anatomica possibile, sotto controllo ampliscopico;
- sequenza temporale di introduzione appropriata dei fili in modo che ogni spinta da ciascuno generata, tenda al mantenimento della riduzione dei monconi di frattura;
- buon ripristino della superficie articolare specie nelle fratture pluriframmentarie anche con l’ausilio di mezzi di sintesi aggiuntivi;
- accuratezza delle procedure di nursering nei punti di fuoriuscita dei mezzi di sintesi così come impone la metodica della fissazione esterna;
- mobilizzazione attiva immediata una volta accertata la stabilità della frattura;
- rimozione ambulatoriale del sistema senza alcuna anestesia dopo controllo radiografico che mostri la formazione di una sufficiente quantità di callo osseo;
- controindicazione alla applicazione del sistema in soggetti psicolabili o tossicodipendenti.
L’applicazione di tale metodica risulta rapida ed agevole nelle fratture semplici di piccoli segmenti scheletrici della mano come le fratture metacarpali di frequente osservazione.  Risultata di particolare utilità, interesse e versatilità anche in caso di fratture complesse dove qualsiasi sistema di osteosintesi sarebbe risultato comunque difficoltoso da applicare od avrebbe dato risultati non soddisfacenti.
Il range di età dei pazienti trattati è compreso tra i 4 e i 93 anni.
Il sistema è ben tollerato specie in età infantile.
La mancata esposizione del focolaio di frattura, il rispetto del periostio e dei tessuti molli , l’elasticità del sistema e la precoce mobilizzazione, abbreviano i tempi di riparazione della frattura e riducono le complicanze infettive.
Il sistema è semplice ed economico e può essere gestito da un unico operatore.
Le degenze sono brevi e limitate, la rimozione del sistema è ambulatoriale e non richiede interventi ulteriori.
Nell’ottica della gestione finanziaria del reparto ciò rappresenta un notevole risparmio economico.
L’unico svantaggio del sistema è il tempo di esposizione alle radiazioni ionizzanti che comunque richiede idonee misure di radioprotezione e gesti tecnici pianificati e selettivi.



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